Il male che viene
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Il male che viene

Saggio incalzante sulla fine dei tempi

Lien(s) externe(s) Editrice Queriniana

Porre la fine dei tempi come una certezza effettiva significa uscire dal circolo incantato di un’affermazione apocalittica che deve essere fatale, pur non essendolo in definitiva così tanto – e che mobilita una certezza per celia al servizio di un’angoscia che, per coronare il tutto, si supererà da sola per magia.

In realtà, la certezza in questione, nella sua piatta banalità, è proprio quella che è scongiurata dall’“euristica della paura”, dalla metafisica dell’“angoscia ontologica” o dall’etica del “dovere dell’angoscia”. Sono sicuro della fine dei tempi in un orizzonte storico, che non ho affatto bisogno di datare per definire la fine imminente. Quanto all’angoscia che provo, nemmeno essa ha caratteristiche trascendenti, poiché non concerne strettamente nulla che verta sull’essere o sul mondo, bensì sugli eventi concreti e sulle loro cause sociali e naturali. Stranamente, anzi, questa certezza suona a morto per l’angoscia come sentimento indefinito. Essa riapre infine la porta alla paura, il che è molto diverso. E l’avvenire ci fa sicuramente temere cose precise, e per ottime ragioni. Notate peraltro che, siccome questa certezza e queste paure non hanno niente di molto banale, non vedo perché non dovrei attribuire queste (o qualcosa di assai simile) agli uomini delle generazioni future, che sicuramente saranno più vicini di me alla fine dei tempi. Diciamo solo che essi saranno molto più sicuri della propria fine, e che le loro paure avranno oggetti molto meglio determinati delle nostre. L’importanza di questa osservazione apparirà presto.

Cet ouvrage est la traduction de Le Mal qui vient. Essai hâtif sur la fin des temps (2018).